LA BELLEZZA DELLA PIAZZA DI ASIAGO SCOLPITA SUL LEGNO

LA BELLEZZA DELLA PIAZZA DI ASIAGO SCOLPITA SUL LEGNO

L’amore per la propria terra: l’Altopiano di Asiago. Un paesaggio che trasuda storia e tradizione. I colori, i profumi. E non solo. Saperi che si tramandano di generazione in generazione. La passione per i boschi incontaminati che si stagliano all’orizzonte e si estendono per lunghi chilometri. È qualcosa che non si può spiegare fino in fondo a parole dette a voce o messe nero su bianco. Lo sa bene Marco Pangrazio, asiaghese di 44 anni, che, dopo due lustri di impegno nel campo della ristorazione, ha deciso di ascoltare il proprio cuore, di assecondare la maestria delle proprie mani, di dedicarsi al suo talento, consacrandosi come artigiano del legno. Ad oggi, la sua attività spazia dalla falegnameria alla scultura, passando per la costruzione di utensili e oggetti originali. È lui che, nello scorso settembre, si è aggiudicato il 38° Concorso Internazionale di Sculture in legno “Città di Asiago”. Ottenendo 64 preferenze su 252 votazioni espresse dalla giuria popolare, Pangrazio ha sbaragliato la concorrenza degli altri tredici artisti con l’opera “Il Francobollo di Asiago”, aggiudicandosi il premio speciale dedicato alla memoria di Joe Dalle Ave. Il tema della rassegna: “Lontani ma vicini”, in piena sintonia con i messaggi che ad ogni livello vengono trasmessi in epoca di emergenza epidemiologica. «Chi lavora il legno ha qualcosa di innato dentro di sé – spiega Pangrazio -. Fin da piccolo frequentavo la casa di Dalle Ave per giocare con suo nipote Walter e rimanevo suggestionato dalle sue opere. Ad Asiago c’è sempre stato una tradizione di ottimi scultori e artigiani preparati come Gianangelo Longhini, mio maestro». Quello di Pangrazio è un cammino che parte da lontano e si è perfezionato nel tempo: «Ho iniziato da autodidatta e fatto qualche corso. Io cerco di essere abbastanza realista, mi ispiro molto alla natura e a quello che vedo intorno a me. Curo tanto i particolari e in un prossimo futuro vorrei dedicarmi all’essenziale», afferma l’artigiano. Per partecipare al Concorso, la scelta di Pangrazio di realizzare un capolavoro ligneo ispirato alla piazza di Asiago non è stata estemporanea: «Ho deciso di dedicarmi al Francobollo perché lo avevo in mente da tempo e il premio è stata una bella gratificazione, ci ho messo anima e corpo per conquistarlo. Vincere in casa e una cosa bella perché vuol dire che la gente ti vuole bene – sottolinea Pangrazio -. Ho avuto molto richieste di riproduzioni dell’opera e quindi il Concorso si è tradotto in opportunità anche sul piano professionale. Ho sempre lavorato un po’ in sordina e in paese non si conoscevano appieno le mie doti di scultore. Vincere è stata una bella soddisfazione», conclude.
0 0 140 22 febbraio, 2021 ARTE febbraio 22, 2021

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