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UOMINI E DESTINI

Al Museo “Le Carceri” di Asiago, sino a marzo, una prestigiosa mostra racconta la Russia nella Prima Guerra Mondiale.
“Uomini e destini. La Russia nella Prima Guerra Mondiale” è il titolo dell'esposizione inaugurata lo scorso 8 dicembre presso il Museo “Le Carceri” di Asiago alla presenza alcuni importanti rappresentanti del mondo diplomatico e culturale russo e dello CSAR, il Centro Studi sulle Arti della Russia che fa riferimento all'Università Cà Foscari di Venezia.
Si rinsalda ulteriormente, in questo modo, il legame tra l'Altopiano e la Federazione Russa, sempre più interessata alle bellezze della natura asiaghese e sempre più affascinata dal calore dell'ospitalità dei suoi abitanti.
La mostra rimarrà aperta fino al 15 marzo e, dopo essere stata allestita ad Asolo e Venezia, giunge in Altopiano per offrire ai visitatori opere che raramente valicano i confini russi.
Da anni lo CSAR, il Centro Studi sulle Arti della Russa che opera all'Università Cà Foscari di Venezia, si spende per la promozione del patrimonio russo e questa esposizione è un'ulteriore testimonianza di questo sforzo che consente di poter apprezzare espressioni artistiche anche molto lontane da quelle a cui siamo abituati.
A cent'anni dall'inizio della prima guerra mondiale “Uomini e destini” racconta, attraverso dipinti, disegni, manifesti e cartoline l'epopea del popolo russo durante il conflitto che segnò per la Russia la fine dell'impero zarista e l'avvento della rivoluzione bolscevica.
Questo momento di forte cesura storica, centrale per la comprensione delle vicende russe nel corso del XX secolo, viene ripercorso in mostra attraverso quattro diverse sezioni tematiche, che illuminano il vivere quotidiano del conflitto dai vari punti di vista di ufficiali, soldati, infermiere e civili. In questo modo la complessità dell'esperienza bellica viene restituita in tutta la sua umanità.
“Scene e ritratti” è la sezione che si concentra prevalentemente sugli alti ufficiali presenti al fronte. Dal capo dell'armata imperiale N. N. Romanov, uno dei massimi esponenti dell'allora famiglia regnante russa, al tenente generale V. M. Dragomirov, dal comandante in capo del fronte sud-occidentale Aleksej Brusilov al generale Vladimir Suchomlinov, ritratti e fotografie restituiscono i profili dell'elite militare zarista, in bilico tra antiche tradizioni ottocentesche e nuovi impeti novecenteschi.
Sono i soldati semplici, invece, i protagonisti della sezione “La vita al fronte”. Nel corso della prima guerra mondiale, furono migliaia i contadini russi inviati a combattere sui fronti occidentale e meridionale. Lasciavano i loro campi e le loro famiglie, viaggiavano per migliaia di chilometri e si ritrovavano a combattere fianco a fianco con connazionali provenienti dalle più disparate regioni dell'immenso territorio russo. 
In esposizione ci si sofferma in particolare sugli aspetti sociali e psicologici del vivere la guerra, con oggetti e raffigurazioni che immortalano la quotidianità nelle retrovie o in prigionia. Si incontrano così insegne militari, uniformi e oggetti d'equipaggiamento, tutte provenienti dalla preziosa collezione di D. A. Busmakov, membro della società militare-storico russa.
Si possono inoltre apprezzare dipinti, disegni ed acquerelli di M.B. Grekov, V.G. Ljubimov N.N. Pomanskij e A. Martynov, che immortalano gli eventi più significativi delle vicende belliche.
Non sono solo gli uomini, in ogni caso, a sperimentare il conflitto: un'intera sezione della mostra è dedicata alle “Immagini della solidarietà”, che raccontano i destini delle infermiere militari.
Attraverso i manifesti che invitano a donare per le vittime della guerra, le fotografie di profughi e feriti negli ospedali, le cartoline della Croce Rossa russa, le immagini delle “sorelle della misericordia” e delle nobildonne impegnate in attività di assistenza e i materiali sul lavoro svolto dagli enti benefici, il visitatore può ricostruire le esperienze di queste donne “in prima linea”, figure fondamentali nel sostegno allo sforzo bellico.
La tragedia dei morti e dei feriti viene stemperata nell'ultima sezione dell'esposizione, che presenta testimonianze satiriche. “Lo sguardo della satira” è un'incursione nel mondo della risata popolare con lavori di L. Lavrent'ev, A. Lebedev, N. Sokolov e D.S. Moor, che esorcizzano la paura diffusa della guerra attraverso caricature e prese in giro.
Ufficiali, soldati, infermiere: l'esperienza russa nel primo conflitto mondiale viene narrata attraverso i frammenti di vita di chi ha vissuto in prima persona la fatica, la disperazione, il coraggio e il timore del combattere al fronte o di accogliere chi da quel fronte tornava duramente colpito.
“Uomini e destini”, che oggi Asiago ospita in quelle che un tempo furono le antiche prigioni territoriali, è un saggio corale di una Russia antica, che si affacciò alla prima guerra mondiale come impero ottocentesco, contadino e tradizionalista, e ne uscì come unione di soviet operai e modernisti.
Grazie al lavoro dello CSAR e al costante dialogo con l'amministrazione asiaghese, che nei mesi scorsi ha ospitato un paio di delegazioni di alti esponenti culturali ed attori economici dell'area moscovita, la Russia inizia a divenire un partner privilegiato per l'Altopiano e un punto di riferimento importante per promuovere proficui scambi tra le due realtà. L'ospitare, in una delle città simbolo della prima guerra mondiale in Italia, un'esposizione sullo stesso conflitto vissuto da un altro popolo è esempio della possibilità di un incontro positivo tra mondi spesso vissuti come lontani tra loro per storia ed abitudini.
La mostra rimarrà allestita al Museo Le Carceri sino al 15 marzo 2015. Sarà aperta il sabato, la domenica e i giorni festivi (ad eccezione di Natale e Capodanno) dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18. Con lo stesso orario rimarrà aperta tutti i giorni nel periodo compreso tra il 24 dicembre e il 6 gennaio e poi dal 13 al 22 febbraio.
0 0 1268 04 febbraio, 2015 ARTE febbraio 4, 2015

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