• Gianfranco Fini ad Asiago per presentare il suo ultimo libro
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Gianfranco Fini ad Asiago per presentare il suo ultimo libro

VI RACCONTO VENT’ANNI DI POLITICA ITALIANA
Gianfranco Fini, dopo un periodo di alcuni mesi lontano dai riflettori, torna a far parlare di sé con un libro che racconta vent’anni di politica italiana, “Il Ventennio. Io, Berlusconi e la Destra tradita”, uscito a fine ottobre per Rizzoli. Fini racconta le grandi strategie e i retroscena che hanno animato gli ultimi anni della politica italiana. Un racconto diretto e senza filtri di cosa accade nelle stanze del potere, ma anche una storia di grandi progetti e di grandi passioni politiche. L’ex presidente della Camera dei Deputati sarà ad Asiago per presentare il libro, in un incontro moderato da Fabio Carraro, sabato 28 dicembre alle 16.30 presso il Palazzo del Turismo Millepini.
- Presidente Fini, innanzitutto una domanda: come cambia la vita di un politico di primissimo piano, che ha ricoperto cariche ai vertici dello Stato, lontano dalla politica attiva? In sostanza, come sono trascorsi per lei questi ultimi mesi?
Pur senza essere, per volontà degli elettori, in Parlamento dopo 30 anni di ininterrotta presenza, ho continuato a "far politica". Non in un partito, ma tramite l'associazione politico culturale "Liberadestra" che ho fondato dopo il voto di febbraio. La politica dovrebbe essere l'interesse della polis, della società, e ciò spiega perché non necessariamente coincide con i partiti e il Parlamento. Comunque la mia vita negli ultimi mesi è stata più serena, meno stressante, mi ha permesso di passare più tempo in famiglia e di dedicarmi ad altri interessi che nel passato avevo trascurato.
- Da quello che ha dichiarato in altre interviste in questo periodo lontano dai riflettori ha avuto modo di dedicarsi alle letture. Che libri ha scelto? Ce n’è uno in particolare che le è rimasto particolarmente impresso?
Soprattutto saggi a sfondo storico politico. Mi è particolarmente piaciuto "Per fare la frittata", la prima opera di Jim Powell, un bel romanzo che narra il travaglio di un militante comunista francese dopo il crollo del muro di Berlino e la fine dell'URSS.
- Nel suo libro ricostruisce dal suo punto di vista un ventennio di politica italiana e i suoi rapporti con Silvio Berlusconi. Il sottotitolo dice “Io, Berlusconi e la destra tradita”. In che modo è stata tradita la destra a suo modo di vedere?
Non mi piace parlare di tradimento nelle dinamiche politiche, ma siccome sono stato accusato di aver "tradito Berlusconi" ho voluto ricordare che se per Destra si intende rispetto della legge, coesione nazionale, amor di Patria, meritocrazia, giustizia sociale, è al leader di Forza Italia che bisogna rivolgersi se si parla di "tradimento" perché le sue azioni hanno troppo spesso mortificato quei valori.
- Lo strappo di Alfano, risoltosi nella creazione del “Nuovo centrodestra”, può essere considerata un’operazione politica in linea con quella da lei tentata con Futuro e Libertà? Va nel senso della creazione di una destra repubblicana, di stampo europeo?
Alfano, come era accaduto in precedenza a me e a Casini, ha verificato che Berlusconi ha a cuore in primo luogo il suo personale interesse, non l'interesse generale. Spero riesca nell'intento di dar vita ad un nuovo centrodestra di stampo europeo, ma ci riuscirà solo se smetterà di definirsi "diversamente berlusconiano" e dimostrerà di essere capace di camminare con le proprie gambe.
- Lei si descrive da sempre come animato da una grande passione politica. Oggi il rinnovamento, anche generazionale, nel mondo della politica è all’ordine del giorno: come crede che i giovani di oggi, spesso così disillusi, possano ritrovare e tenere accesa questa passione?
I giovani hanno ragione per essere disillusi, dopo tante promesse non mantenute. Hanno bisogno di buoni esempi per tornare a credere nella politica, cioè di comportamenti coerenti con i principi in cui ci si riconosce. Non si può parlare, per fare un solo esempio, del valore rappresentato dalla legalità e poi pensare di essere "legibus solutus" perché qualcuno è, davanti alla legge, più uguale degli altri. Ogni riferimento a Berlusconi è puramente... voluto.
- Avrà modo di presentare il suo libro ad Asiago il 28 dicembre. Tra i suoi hobby conosciamo la sua passione per le immersioni subacquee. Ma qual è il suo rapporto con la montagna? Ha già avuto modo di conoscere il territorio dell’Altopiano di Asiago?
Conosco poco l'altopiano e non amo la montagna, forse perché non so sciare. E' un limite, ne sono cosciente, ma è la verità.
- A partire dal prossimo anno Asiago sarà al centro delle ricorrenze legate alla Grande Guerra. Queste montagne sono state toccate fortemente da quell’immane tragedia. Quale importanza assumono quegli eventi storici alla luce dell’odierna costruzione di un’Europa legata anche politicamente? 
L'ottocento non finì il I gennaio 1900, ma con lo scoppio della Grande Guerra. Non a caso Il Novecento è stato definito il secolo breve, cominciò nel 1914 e finì nel 1989, con la Caduta del Muro di Berlino. Il crollo dell'Impero austro ungarico e, trent'anni dopo, la sconfitta del totalitarismo nazifascista hanno tracciato la via delle odierne democrazie e di un'Europa in cui i popoli del vecchio continente vivono in pace tra loro, pur tra tanti problemi. E' una conquista preziosa mai avvenuta nei secoli precedenti e non ha prezzo.
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